L’8 giugno 2026, nell’ambito del progetto europeo CAP’M, una sessione di formazione incrociata ha riunito scienziati e gestori di aree marine protette a Capo Mortola, in Italia. L’obiettivo: rafforzare le competenze dei team francesi e italiani per il monitoraggio degli habitat costieri e armonizzare i metodi di lavoro a livello transfrontaliero, uno degli assi principali del progetto.
Al centro della formazione c’era l’indice CARLIT, uno strumento utilizzato per valutare lo stato ecologico delle coste rocciose sulla base delle comunità di macroalghe brune come la Cystoseira (Ericaria). Vere e proprie «foreste sottomarine», queste alghe svolgono un ruolo essenziale per la biodiversità mediterranea, ma sono particolarmente sensibili alle pressioni antropiche e agli effetti dei cambiamenti climatici.
La prima parte della mattinata è stata dedicata alla presentazione del metodo da parte di esperti dell’ARPAL, dell’Università di Genova e dell’Università Côte d’Azur. I partecipanti hanno appreso i principi del protocollo di monitoraggio e hanno conosciuto le principali specie presenti nell’area transfrontaliera.
Nella seconda parte della mattinata, un’escursione in kayak lungo la costa di Capo Mortola ha permesso di mettere in pratica le conoscenze acquisite. I partecipanti hanno imparato a identificare le macroalghe sul campo e a effettuare le osservazioni necessarie per il calcolo dell’indice CARLIT.
Questo corso di formazione rappresenta una tappa importante per rafforzare la cooperazione tecnica tra i gestori francesi e italiani e sviluppare un monitoraggio armonizzato degli habitat costieri all’interno dell’area transfrontaliera.
I partecipanti ringraziano i Giardini Hanbury per l’accoglienza e l’associazione Pianeta Blu Outdoor per aver messo a disposizione l’attrezzatura e per la presenza di un accompagnatore.






