Il 1 luglio 2026, in occasione dell’evento di chiusura organizzato presso i Giardini Hanbury di Ventimiglia, i partner del progetto CAP’M hanno compiuto un passo importante firmando un protocollo d’intesa che ufficializza la loro volontà di proseguire una cooperazione duratura sulla gestione delle Aree Marine Protette di Cap Martin (Francia) e di Capo Mortola (Italia). Questa firma segna inoltre la nascita del Parco Marino Transfrontaliero dei Due Capi, un nuovo spazio di cooperazione tra Francia e Italia.
Un progetto al servizio di una governance transfrontaliera innovativa
Cofinanziato dal programma Interreg Italia-Francia Marittima 2021-2027 con un contributo di 619.866 € (FESR), il progetto CAP’M è stato concepito per rafforzare e promuovere una governance integrata del litorale. Ha così riunito cinque partner istituzionali e tecnici francesi e italiani attorno a un obiettivo comune: gettare le basi per una gestione coordinata di uno spazio naturale condiviso.
Per raggiungere questo obiettivo, il progetto si è articolato attorno a tre assi complementari: la mobilitazione degli attori del territorio attorno a una politica marittima condivisa, la sperimentazione di azioni congiunte di gestione e sorveglianza, nonché lo sviluppo di uno strumento di governance sostenibile.
Costruire una cooperazione sostenibile tra le due sponde
Nel corso del progetto sono stati organizzati oltre venti incontri tecnici e comitati di coordinamento, che hanno permesso ai partner di lavorare insieme nonostante i diversi quadri normativi. Questo approccio ha favorito l’emergere di un linguaggio comune, di una visione condivisa del territorio e di un coordinamento regolare a livello strategico, operativo e territoriale.
Questa dinamica si è tradotta anche nella creazione di un’identità comune: il Parco Marino Transfrontaliero dei Due Capi, simbolo di una cooperazione rafforzata tra i gestori francesi e italiani.
Conoscere meglio per proteggere meglio
Uno dei principali contributi di CAP’M risiede nel miglioramento delle conoscenze sul territorio marino transfrontaliero. I partner hanno sviluppato una banca dati geografica comune, armonizzato oltre venti livelli di dati relativi agli usi, all’ambiente e alla normativa, e realizzato una cartografia continua dello spazio costiero tra Cap Martin e Capo Mortola. Questi lavori hanno permesso di disporre, per la prima volta, di una base di conoscenze condivisa a livello del territorio transfrontaliero.
Il progetto ha inoltre consentito la realizzazione di attività scientifiche comuni incentrate in particolare su:
- lo stato di conservazione degli habitat di interesse comunitario Natura 2000,
- l’acquisizione di serie temporali dei parametri fisico-chimici dell’ambiente marino grazie all’installazione di una boa connessa,
- la mappatura degli habitat profondi transfrontalieri nell’ambito della campagna RAMOGE,
- l’armonizzazione dei protocolli scientifici tra i due paesi.
Il digitale al centro della gestione marina
Il progetto CAP’M ha fornito ai responsabili una piattaforma collaborativa e strumenti condivisi di visualizzazione cartografica per facilitare lo scambio di informazioni. Questi strumenti consentono oggi di centralizzare i dati e di monitorare in tempo reale l’evoluzione delle sfide ambientali e delle attività antropiche nell’intero parco marino.
Tra i risultati più significativi figura anche l’istituzione di un osservatorio transfrontaliero della nautica da diporto e l’installazione di telecamere dotate di strumenti di analisi automatizzata che consentono di monitorare il traffico marittimo, identificare le zone più sensibili e comprendere meglio le interazioni tra gli usi nautici e gli habitat marini.
Coinvolgere gli attori e sensibilizzare il grande pubblico
Il successo di CAP’M si basa anche sulla mobilitazione degli utenti di questo territorio marittimo attraverso:
- workshop di concertazione transfrontalieri,
- l’organizzazione di un simposio sulla governance delle aree protette transfrontaliere per condividere le esperienze tra le organizzazioni,
- l’organizzazione delle Giornate del Mare Transfrontaliere rivolte agli studenti e al grande pubblico.
Queste iniziative hanno permesso di condividere le conoscenze acquisite, favorire la comprensione delle sfide marittime transfrontaliere, sviluppare una cultura comune incentrata sulla conservazione degli ambienti marini e rafforzare il dialogo tra i diversi soggetti interessati.
Una tappa fondamentale per il futuro
La firma del protocollo d’intesa rappresenta il coronamento del progetto CAP’M e apre nuove prospettive di cooperazione. Questo accordo riconosce l’esistenza di sfide comuni a livello dello spazio marino transfrontaliero, formalizza la volontà dei partner di proseguire la loro collaborazione e istituisce un quadro di dialogo e concertazione duraturo.
In questa dinamica, è in fase di elaborazione il progetto CAP’M 2. Il suo obiettivo è tradurre concretamente gli impegni del protocollo d’intesa attraverso l’attuazione operativa delle azioni individuate, consolidando così la governance comune e proseguendo gli sforzi intrapresi a favore della conservazione e della gestione sostenibile del Parco Marino Transfrontaliero dei Due Capi.









